
Articolo inserito il 18/09/2026
Posizione finanziaria netta (Net financial position): definizione
Uno degli indici chiave in grado di fotografare la solvibilità di un'azienda è senza dubbio la posizione finanziaria netta, indicata con la sigla PFN, in inglese net financial position.
La PFN è un indicatore che misura la differenza tra le attività finanziarie di un’azienda (liquidità, disponibilità liquide, investimenti a breve termine) e le sue passività finanziarie (debiti verso banche, obbligazioni, mutui). In altre parole, la PFN indica la capacità di un’azienda di coprire i propri debiti con le proprie risorse finanziarie.
Come si calcola la posizione finanziaria netta?
La posizione finanziaria netta si calcola come la differenza tra il totale dei debiti finanziari, a prescindere dalla loro scadenza, e le attività liquide, ovvero quelle attività finanziarie di cui si può esigere la conversione immediata in moneta.
Per effettuare il calcolo della PFN, la formula è la seguente:
PFN = (Disponibilità liquide + Crediti finanziari a breve e lungo termine) - (Debiti finanziari a breve e lungo termine)
Una volta effettuato il calcolo della PFN, il risultato che potrà essere positivo o negativo.
Vediamo nel dettaglio che cosa indicano questi due risultati:
Indica un'eccedenza delle disponibilità liquide e finanziarie rispetto all’indebitamento. In questo caso, l’imprenditore ha la sicurezza dell'immediata copertura dei debiti. In pratica, i crediti finanziari e le disponibilità liquide a breve termine superano le passività finanziarie a breve, medio e lungo termine.
La disponibilità liquide e finanziarie sono insufficienti a coprire l’indebitamento finanziario netto. Si tratta quindi di un campanello d'allarme che l’azienda non può sottovalutare se non vuole trovarsi nella condizione di non poter ripianare i debiti e finire in una situazione di crisi di liquidità
Cosa esprime il rapporto PFN/EBITDA? Quanto deve essere il rapporto pfn-ebitda?
Soffermiamoci sul rapporto posizione finanziaria netta/EBITDA, indice che è molto utilizzato dalla comunità finanziaria, come valore in grado di svelare l’appetibilità di un’impresa. In particolare, questo rapporto esprime quanti anni sono necessari all’azienda per ripagare i debiti finanziari se utilizzasse la totalità dei flussi operativi ” (espressi dall’EBITDA) per tale finalità.
Maggiore è il risultato ottenuto da questo rapporto, minore è la capacità dell’impresa di ripagare il debito contratto. Un rapporto più basso indica che l’azienda è più efficiente nel generare flussi di cassa operativi rispetto al proprio indebitamento, quindi ha maggiori risorse finanziarie per onorare i debiti.
Che cos’è l’EBITDA, come si calcola e perché è importante tenerlo d’occhio per monitorare lo stato di salute dell'azienda.
L’EBITDA è un indicatore che ci aiuta a valutare il profitto di un'impresa escludendo imposte, ammortamenti, deprezzamenti e interessi aziendali.
Uno degli indici più osservati dagli esperti per calcolare la redditività del core business di un’azienda è proprio l’EBITDA.
l’EBITDA, acronimo di Earning before interest taxes depreciation and amortization, in italiano margine operativo lordo (MOL). Tale indicatore mostra l’utile di un’impresa prima che vengano sottratti tasse, interessi, svalutazioni e ammortamenti.
In altre parole, nel calcolo dell’EBITDA si tiene conto solo della capacità di generare ricchezza tramite la gestione caratteristica dell’impresa, ovvero dall'attività economica tipica. I numeri altrimenti potrebbero subire distorsioni a causa di altri elementi che sono da considerarsi extra rispetto alla gestione caratteristica. Ad esempio, in un'attività economica qualsiasi, possiamo avere:
Calcolo EBITDA
L’EBITDA, abbiamo visto, consente di verificare se la società riesce a realizzare profitti dalla gestione ordinaria.
Dove per:
Prendendo in considerazione il conto economico e partendo dall’alto, l’EBITDA è uguale a:
Valore della produzione - costi esterni = Valore aggiunto - costi del personale = EBITDA
Partendo, invece dal basso del conto economico, ovvero dagli utili netti:
Utile netto + interessi + tasse + ammortamenti e svalutazioni = EBITDA
Alessio Nesi
Dottore Commercialista e Revisore Legale